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Il Pisello Verdone Nano di Colognola ai Colli stampa

Il Pisello Verdone Nano di Colognola ai Colli

Il Verdone Nano è una varietà di Pisum sativum, il legume i cui teneri semi sono racchiusi in un baccello (detto anche buccia). Questa pianta annuale e rampicante ha trovato a Colognola (VR) un ambiente ideale per la sua coltivazione.

La composizione chimica del terreno, ed i campi posti ad un’altitudine inferiore ai 200 metri, permettono di avere le condizioni ideali di nutrimento, temperatura ed umidità. Si ottiene così un prodotto di particolare qualità, dal sapore dolce e delicato, che si raccoglie entro maggio.

Come si cucina il Verdone Nano? Vista la zona d’origine, il matrimonio perfetto è sicuramente quello con l’altro Nano veronese eccellente, il riso Vialone. I risi e bisi (riso e piselli), sono un piatto principe della gastronomia veneta, che persino i Dogi volevano alla loro tavola.

Ma si possono gustare anche come condimento per le paparèle (tagliatelle, dette anche lasagnète), da soli, oppure in tante altre ricette.

Lo sapevate che del pisello, come del maiale, non si butta via niente? Le bucce cotte e setacciate sono un ingrediente fondamentale dei risi e bisi; bollite nell’acqua delle tagliatelle (o della pasta in genere) le insaporiscono; e possono essere usate per fare una crema, o anche una frittura in pastella.

Mora di Cazzanostampa

Mora di Cazzano

La storia recente della Mora di Cazzano è quella dell’intera cerasicoltura veronese. Dopo secoli di coltura promiscua e familiare, le piantagioni intensive iniziarono solo dopo il 1920 e si estesero soprattutto tra il 1930 e il 1940 e nel secondo dopoguerra. Un forte impulso venne negli anni ’70 dalla legislazione per la D.O.C. dei vini, che costrinse alla separazione tra vigneti e ceraseti. Questi ultimi vennero localizzati soprattutto nella zona collinare orientale della provincia di Verona (Cazzano di Tramigna, Tregnago, Illasi), una zona con terreni magri, ricchi di scheletro, superficiali e a volte secchi, che permettono solo un limitato sviluppo dell’albero.

Fin da subito la varietà locale Mora di Cazzano entrò nell’assortimento varietale, ottenendo fin da subito un successo tale che Candioli la definì come “la varietà che ha avuto la maggior diffusione e fortuna nel Veronese”.

I pregi di questa varietà furono subito evidenti: ottime caratteristiche organolettiche, che la rendono apprezzata anche nei mercati esteri più esigenti, buona resistenza ai viaggi e buona durevolezza: la sua resistenza alle manipolazioni, alla conservazione e ai trasporti, l' hanno resa la varietà più esportata dal Veronese.