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I Prodotti Tipici

Salumi

Prosciutto crudo di Soavestampa

Prosciutto crudo di Soave

La trasformazione e i metodi di conservazione delle carni suine in Veneto erano già conosciuti e diffusi in epoca preromana: a quei tempi risalgono infatti carcasse suine a cui mancavano gli arti posteriori, segno evidente dell’utilizzo delle cosce.

La parola prosciutto deriva dal termine latino “perexuctus”, che significa prosciugato, proprio in riferimento alla sua tecnica di lavorazione. In diverse ricette antiche si menziona l’uso del prosciutto la cui preparazione era pratica consueta, almeno nel contesto delle ville rustiche padronali, e ciò si trova testimoniato nei ricettari e nei trattati di agricoltura dal cinquecento in poi.

Presso le famiglie contadine meno abbienti si diffuse nel tempo la consuetudine di allevare il maiale vendendone le cosce ai negozianti. In questo modo le parti rimanenti, opportunamente acconciate a salsiccia, cotechino, salame, sopressa, pancetta e capocollo, venivano preparate e messe da parte per un consumo centellinato e progressivo nell’intero arco dell’anno. Da questa tradizione deriva il detto “maiale musina (salvadanaio, salvezza) dei poveri”. Solamente a partire da metà ‘800 ebbe inizio la commercializzazione delle cosce fresche.

Mettendo in perfetta sintonia i tempi di salatura, peso del prosciutto, durata e condizioni di stagionatura portano alla nascita del Prosciutto crudo di Soave. Salume dal sapore elegante. Grazie alla sua morbidezza e al suo aroma delicato e personale si presta benissimo alla preparazione di antipasti, primi e secondi di elevato livello gastronomico. Al taglio, il prosciutto si presenta con una colorazione rosea.

Sopressa Veronesestampa

Sopressa Veronese

La sopressa ha radici antiche, testimoniate dalle numerose citazioni storiche ed artistiche che si sono susseguite nei secoli.

Si tratta di un insaccato di qualità, fortemente legato al territorio di produzione, espressione della cultura e delle tradizioni gastronomiche contadine locali: sin dagli anni ’50 erano dedicate a questo prodotto diverse manifestazioni e feste paesane.

L’alimentazione dei suini è seguita attentamente e prevede l’utilizzo principale di cereali nobili. Maccellazione e trasformazione avvengono in piccoli stabilimenti locali, adeguatamente controllati, che adottano un metodo di lavorazione conforme all’esperienza tradizionale.

La sopressa veronese è caratterizzata dal fatto che vengono utilizzati i tagli migliori del maiale. Le carni selezionate vengono macinate e poi si aggiungono gli altri ingredienti miscelati quali sale e pepe; il tutto viene quindi ben amalgamato in modo che la pasta risulti omogenea. Il tempo di stagionatura ed il luogo sono i responsabili del colore esterno, dapprima biancastro e poi grigio chiaro: al taglio la carne appare di colore rosso tendente al rosaceo, con le parti grasse distribuite in maniera uniforme. La speziatura, che in alcuni casi può prevedere anche un sentore d’aglio, dona al prodotto un sapore delicato ed inconfondibile, leggermente dolce eppure sapido.